giovedì 17 maggio 2007

Krakow

11-13 maggio, Cracovia

Ormai senza lavoro, ho deciso che devo dirigermi verso l'Est Europa per poter vivere dignitosamente.
E così sono volato in Polonia, e ho fatto la piacevole scoperta di una città meravigliosa, Cracovia.
Tempo splendido, prezzi ridicoli, bella gente e palazzi, chiese e splendide piazze ad ogni angolo.
Così come preti e suore, ero circondato e ne ho letto un messaggio divino. Trascinato da una forza religiosa mai conosciuta prima, sono andato a fare pellegrinaggio alla casa natale di Giovanni Paolo II, e poi a bere un tè al rum nel quartiere ebraico, dove è stato girato Schinderl's List.
Dopo qualche bicchiere di rum, la tensione verso il divino è cessata, e ho preferito andare a prendere il sole lungo la Vistola.
Credo alla fine di aver speso, dopo questo viaggietto, giusto qualche manciata di monetine.
Se non trovo subito lavoro, penso che mi trasferirò lì a vivere allegramente e spensieratamente di rendita.

mercoledì 16 maggio 2007

Saarbrücken: Auf Wiedersehen! Oder auch nicht..




Per un colloquio di lavoro sono finito nella remota regione del Saarland, tra buie foreste e cave d'acciaio. Saarbruecken non è neanche orrenda come città, bilingue, centro storico pedonale, etc.
Purtroppo il colloquio è andato bene, e quindi ora mi trovo di fronte al dilemma: che fare? accettare o no?
Il lavoro, come responsabile e-commerce per un portale web di turismo, di per sè sarebbe anche gradevole, soprattutto dopo aver saputo che dovrei trascorrere un periodo di 6 mesi in un'isoletta sperduta dei Caraibi a fare da padrone ad un gruppo di schiavi neri adibiti a call-center.
E col TGV da lì potrei scappare a Parigi in soli 100 minuti.
Ogni mia decisione è comunque posticipata a luglio.

martedì 1 maggio 2007

Baile Átha Cliath

Dublin, 28.04 - 01.05 '07

Dublino, la metropoli che si visita in 2 ore.
Tanto è bastato per passeggiare tranquillamente per la città cogliendone gli aspetti più significativi e importanti.
Ora mi sembra molto più straordinario il lavoro di Joyce, l'Ulisse, nel riuscire a scrivere un tale enorme mattone di un tizio che passeggia per le vie di Dublino. Sono due o tre in fondo quelle importanti.
Un dedalo del tutto districabile, popolato di mostri irlandesi dalle faccie enormi e bubboniche causate da secoli di intrighi genetici all'interno del proprio albero genealogico.
L'esperienza, se combinata anche con due o più pinte di Guiness, può effettivamente essere sconvolgente e oggetto di narrazione.
Per conto mio, il panorama più bello è stato comunque quello collinare di due natiche slovacche, comparse improvvisamente in casa a colazione.
E ovviamente la mia compagnia, con la quale ho potuto brindare all'avventura-sventura.
L'Irlanda sarà senza dubbio per la mia prossima spedizione quella delle coste occidentali,delle sogliere, delle colline verdi, dei pascoli di pecore e di suoni e musiche gaeliche.
Magari un tè con Enya.