domenica 11 novembre 2007

Voglio andare ad Alghèèèèèro



9-11 Novembre

Voglio andare ad Alghèèèro
in compagnia di uno straniero...

Ma che bel weekend di riposo mi sono preso!
Sardegna fuori stagione, e tuttavia Alghero invasa da coppie di turisti scandinavi alla ricerca degli ultimi raggi di sole (alcuni pazzi pure avvistati in acqua a nuotare).
Non posso dire che il tempo fosse come ad agosto, però tuttavia molto mite e piacevole, ed Alghero è un bel paesino arroccato sul mare con un suo forte fascino e e personalità, e pieno di bei negozietti tipici di specialità culinarie sarde e gioieilli di corallo rosso.
E allora non mi so spiegare perchè sono finito col cenare al McDonald's e fare shopping all'Oviesse...
Bargain Queen.

Aiò.

Double-Face(Book) e Boom-Bang-A-Bang


Ottobre - Novembre 2007

Il mio povero blogghino è stato trascurato tristemente da settimane. Colpa di Facebook, a cui alla fine ho ceduto nel crearmi un profilo e, cosa ancora più inaspettata e grave, sito che ormai mi ha creato un'altra, ennesima dipendenza.
Oggi trovo tuttavia il tempo di ritornare qui e aggiornare un po' sulle mie ultime (dis)avventure.
Nelle ultime settimane ho finalmente cambiato casa, e ora vivo a Tooting Broadway, in una zona tranquillissima e carinissima di casettine singole, su due piani, con giardino davanti e dietro. Mi sembra di essere a Pleasantville, invece pare incredibile ma è sempre Londra.
Addio sparatorie, puttane e gangster, finalmente posso camminare la sera senza fare il rosario per non essere rapinato o ucciso.
Il mio coinquilino, Keith, è una persona molto buona e gentile, e finalmente posso dire di sentirmi a casa.
Con l'ex coinquilino le cose stavano per finire a botte e polizia, praticamente, quando la sera del previsto trasloco il pazzo si è chiuso in casa, lasciandomi fuori, in maniera tale da poter tenere le mie cose e la mia cauzione.
Ho dovuto chiedere l'aiuto di un mio amico australiano, dalle fattezze di un armadio (e non sto parlando del Billy dell'Ikea, ma di un vero armadio massiccio a doppie ante), che solo con uno sguardo l'ha convinto ad aprire la porta e a farmi entrare.
Vendetta, feroce vendetta, ha urlato il mio cuore, però poi ho sentito talmente pena per quel povero uomo che non ho intenzione di far nulla se non dimenticare questa tragica esperienza.
Non ho ancora avuto molto modo di vivere la mia nuova casetta, ad ogni modo, avendo dovuto trascorrere un totale di 14 gg in Italia, in 2 giri, uno per piacere a casa, e uno per lavoro, tra Lucca, Roma, Bologna e Milano.
Per fortuna la mia Lauretta è stata pronta ad accoglieremi a casa sua, e per quanto il tempo come al solito sia stato breve, ci siamo divertiti un sacco io e lei (entrambi con la schiena a pezzi a forza di maneggiare scatoloni piene di bevande misteriose da testare).
A Roma ho avuto invece modo di rivedere Francesca, che non vedevo dai tempi in cui stavo nella capitale per il master. Sempre a Roma, ho avuto una piccola disavventura con il mio hotel...Dapprima sono andato in un hotel di lusso, convinto che fosse quello che avevo prenotato, nonostante il mio nome non comparisse tra le riservazioni. Pisciato, cagato, fatto la doccia, e tutto, improvvisamente butto l'occhio sul nome dell'hotel e realizzo che effettivamente io avevo prenotata la stanza in un altro hotel...Ho subito spiegato l'equivoco al receptionist, che prima ha pensato bene di umiliarmi con uno sguardo come dire "povero deficiente", e poi mi ha lasciato andare senza farmi pagare, purchè mi togliessi dalle palle.
Per la cronaca, il mio hotel era sull'altro lato della strada. Colpa del navigatore satellitare, che mi aveva detto "Sei arrivato a destinazione" senza precisare se dovevo guardare a sinistra o a destra della strada...

giovedì 20 settembre 2007

Dino : Polizia = 0 : 2


Settembre 2007, Berlino

Una tranquilla gita di lavoro di 5 giorni a Berlino, si è trasformata grazie al solito e simpatico destino beffardo in una avventura fantozziana.
La mattina della partenza, il sottoscritto era gia bello pronto e sveglio dalle 5 per partire in auto alla volta di Dover, per pigliare il traghetto per la Francia. Tuttavia il mio collega accidentalmente (...) si è dimenticato di programmare la sveglia, presentandosi 2 ore dopo l'orario concordato a Brixton, impopolare quartiere meridionale londinese, dove io per tutto quel tempo continuavo a cacciare via spacciatori interessati a vendermi un po' di mercanzia, e soprattutto interessati a rubarmi la valigia, che mi tenevo saldamente attaccato al braccio.
Tantè, quando finalmente stavo ormai mettendo radici e dalla stanchezza stavo quasi per cedere a potenziali acquisti stupefacenti, il mio collega Ralf è arrivato, e presomi di forza sulla sua BMW siamo sfrecciati alla volta di Dover. Incredibilmente siamo arrivati in tempo per prendere il traghetto, o quasi, perchè la polizia ha ovviamente deciso di segnalarci di accostare prima di imbarcarci sul traghetto, per perquisire l'auto, che portava una minacciosa targa polacca.
Purtroppo il controllo è durato quasi 40 minuti, e nulla sono servite le nostre proposte sul fatto che dovevamo assolutamente imbarcarci su quel traghetto.
Ovviamente l'abbiamo perso, alla fine, e siamo rimasti bloccati a Dover quasi 2 ore ad attendere il successivo, sotto quelle bianche scogliere che ormai stavano a crepare giu'.
Primo round, Dino: Police = 0:1

Dopo una lunga traversata del nord della Francia, del Belgio (dove a causa di un incidente di un autocarro avrei fatto prima a scendere e attraversare lo Stato trotterellando tranquillamente piuttosto che a farla in auto), abbiamo finalmente accelerato sulle enormi autostrade tedesche alla volta della capitale. Arrivati ormai che era mezzanotte, siamo andati a letto esausti, ma felici che tutto sommato la sfiga fosse ormai stata sconfitta del tutto.
Ovviamente non è stato cosi'.
La mattina, dopo aver mangiato un Bratwurst a colazione, siamo usciti dall'appartamento...per scoprire che l'auto era sparita. Ora, la cosa era già drammatica di per sè, ma ancora più tragico era il fatto che nell'auto c'era tutto il materiale per il congresso, che assolutamente serviva per i vari meeting programmati in quei giorni.
Con il batticuore ormai che mi stava portando ad un infarto sicuro, io e Ralf siamo andati alla ricerca di una stazione di Polizia (e ridaje) per fare la denuncia. Dopo una breve verifica, il poliziotto ci ha però riferito che l'auto non era stata rubata, ma bnesì rimossa dalla Polizia stessa, perchè parcheggiata in zona vietata (ehm...mea culpa, come al solito).
Dopo una multa di 230 Euro, siamo rientrati in riposesso dell'auto, che era stata spostata ovviamente in tutt'altra zona, a Berlino Est.
Dino : Polizei = 0:2

Il resto della permanenza è stata poi tutto sommato piacevole, con un bel caldo, con mia mogliettina Michela e i miei colleghi simpatici, e tanto tanto tanto champagne ad ogni incontro di lavoro.
Forse il momento più drammatico è stato quando il nostro presidente, ormai non più padrone di sè per i fumi dell'alcool, si è messo a cantare "Can you feel the love tonight" di Elton John, davanti a tutta una serie di rappresentanti di istituti di ricerca internazionali, nella cena di gala finale.
Non nego che questo possa avere compromesso tutto il ns lavoro di PR di 5 giorni.
Il volo di ritorno è stato tranquillo, invece, si vede che la polizia mi aveva già tormentato abbastanza.

sabato 8 settembre 2007

un Dino per sette sorelle

É da un po’ di tempo che non scrivo. Sono stati giorni abbastanza frenetici questi, e a volte avrei desiderato fermare il tempo, come la protagonista di “Cose dell’altro mondo”. Presente quel telefilm? No? Uhm, credo di averlo visto solo io. Si vede che non avevo grandi impegni durante la mia pre-adolescenza.
(per la cronaca, ora sono durante la mia adolescenza, ancora, comunque).
Whatever.
Ho cambiato in rapida successione:
- lavoro
- casa
- casa
No, non è un errore di battitura. Ho fatto in tempo a lasciare la mia casetta di Bethnal Green, per sistemarmi in una casetta ancora più etta e carina in un quartiere chiamato Seven Sisters, salvo poi dopo 4 giorni comunicare già il preavviso.
Questo non è tanto dovuto al fatto che le Seven Sisters non sono 7 pie suore, né tanto meno 7 adorabili sorelle, bensì un ghetto popolato da puttane nere e, tanto per non essere razzisti, anche da puttane polacche.
Vada anche per le puttane, e vada anche per gli spacciatori bambini sotto casa, e vada anche per qualche bonaria scena di accoltellamenti ogni tanto, il mio problema principale qui è che sono finito in casa con uno psicopatico. Tale Paul. Un pazzo scatenato da manicomio. Dopo soli 4 giorni, è riuscito a farmi perdere la pazienza, io che di solito mi faccio scivolare sempre addosso tutto.
Però questa volta ho avuto paura un po’. La lite è nata perché ho premuto un pulsante della luce sbagliato in cucina. Ora, non è che quel pulsante fosse collegato ad un dispositivo esplosivo e la casa sia saltata in aria (mi sarebbero girate le palle anche a me, in tal caso); semplicemente ho acceso la luce principale della cucina, mentre lo psicopatico vuole che in cucina sia accesa solo la lucetta del fornello (per qualche misterioso motivo). Al che è andato su tutte le furie e io, pensando che stesse scherzando, e ignaro del pericolo, mi sono messo a ridere. Questo l’ha fatto imbestialire ancora di più e a quel punto gli ho prima detto di darsi una calmata e poi l’ho semplicemente ignorato, chiudendomi nella mia stanza. Lui ha iniziato un soliloquio, urlando e rispondendosi da solo, mentre io cercavo tranquillamente dentro la mia stanza qualche oggetto appuntito in caso di assalto violento.
Il giorno dopo psycho mi ha mandato circa 15 sms continuando a ribadire che in cucina è sufficiente la lucetta, e che non serve accendere la luce; al che, ormai convintomi di avere a che fare con un folle, gli ho telefonato e gli ho detto che non intendevo più vivere lì dentro. 4 settimane ancora, come da contratto, e spero passino in fretta.
Addio alle 7 Sisters e pure a tutti i suoi fratelli e parenti tutti. Quartiere di matti.

martedì 21 agosto 2007

Prigioniero nel mio ufficio

Mio ufficio, 20 Agosto

Ormai mancano pochi giorni prima dell'inizio del nuovo lavoro, e da bravo stakanovista (o stakano lista) come sono ieri sera ho pensato bene di fare 1 ora di straordinari.
Ovviamente non sapevo delle disgrazie che mi sarebbero successo a seguito di questa mia decisione.
Alle 19 sono infatti sceso fischiettando per uscire, ma ho trovato il portone principale del palazzo chiuso a chiave. Ho preso quindi il mio bel mazzetto di chiavi, che ovviamente mancava proprio della chiave principale del palazzo.
La fame ormai mi stava lacerando le viscere, cosi' come il giramento di palle che avevo attorno mi stava quasi sollevando da terra a mo' di elicottero.
Ho dovuto chiamare un addetto della sicurezza al telefono, e attendere 45 minuti prima di essere "liberato" dal palazzo. Ovviamente volevo sprofondare dalla vergogna quando il buon uomo ha aperto la porta per farmi uscire.
Questa cosa mi insegna che non bisogna mai lavorare piu' del dovuto.

mercoledì 15 agosto 2007

Working in London



Londra, dal 30 luglio


L'avventura lavorativa londinese è iniziata abbastanza bene. Per lo meno la grigia profezia che avrei dormito sotto un ponte non si à avverata. Anzi, per i primi giorni ho abitato in una bella casa a due piani con giardino nella campagna inglese, a Chessington. Tuttavia, dopo qualche giorno in cui ero costretto, oltre alle 8 ore lavorative, a stare in treno a pendolare per 2ore e 40 minuti ogni giorno, ho deciso di abbandonare la campagna e catapultarmi nel caos del centro città. Dopo una breve parentesi a King's Cross, attualmente vivo in un quartiere musulmano, anzi proprio di fianco al centro comunitario musulmano, di fianco a Victoria Park. Nonostante mi sembri di stare più a Baghdad che a Londra, il quartiere è abbastanza centrale e quindi comodo, e pieno di bei negozietti economici. L'unico inconveniente è che spesso non capisco quello che sto comprando, con solo le scritte in arabo nelle confezioni. Con un gran bel parco a due passi, ho però iniziato a fare regolarmente jogging, unendomi alla massa di colletti bianchi che dopo il lavoro si riversa con i pantaloncini sui vialetti del parco, e quindi eventuali scorie di alimenti "made in Kuwait" vengono così in parte eliminate. Il lavoro è abbastanza carino, sono in ufficio con un altro ragazzo italiano e un ragazzo francese. Tuttavia iniziero' presto un nuovo lavoro come project manager per una azienda che si occupa di ricerche di mercato. L'azienda per cui lavoro ora, in cui seguo le risorse umane, è spagnola, e la cosa abbastanza buffa è che, piuttosto che migliorare il mio inglese, sto imparando lo spagnolo qui in Inghilterra. In queste due settimane la vita sociale è stata pari a quella di un sasso, e perchè dopo il lavoro ero sempre molto stanco, e perchè all'inizio venivo scagato in maniera regolare quando raccontavo di abitare a Chessington e di non avere un elicottero privato per spostarmi velocemente in città. Ora la nuova scusa antisociale è che abito in un quartiere ad alta densità terroristica. E paradossalmente qui mi sento al sicuro, perchè difficilmente metterebbero qualche gingillo esplosivo nel loro territorio. Lo scorso weekend, in cui c'è stato un sole straordinariamente caldo, l'ho però trascorso al mare, a Brighton, ed è stato davvero molto rilassante stare in spiaggia, con la sensazione di essere a mille chilometri distante da Londra, quando in verità ci si arriva in meno di 1 ora. Appena mi sistemo per benino con la casa e tutto quanto, spero di poter approfittare di questa estate soleggiata per poter visitare un po' di più i dintorni, come il Galles e la Cornovaglia. Ora devo mettermi il velo, che devo uscire. Salam.

venerdì 27 luglio 2007

Adeus Castiùn

27 luglio '07

Oggi è una giornata un po' strana. Ho dovuto lasciare il mio appartamento al lago per ritornare, momentaneamente, dai miei genitori. Ho trascorso ore e ore a impacchettare, fare valigie, spolverare e pulire, ogni volta scoprendo nuove ante e cassetti, pieni di reperti archeologici e oggetti di cui avevo completamente dimenticato l'esistenza. Tutti ovviamente del tutto inutili, ma tant'è.
Tornato a casa, ho dovuto rassegnarmi al fatto che la mia ex-camera è diventata nel frattempo una stanzastudioripostiglioammassiamociquituttalaroba, e quindi sono stato costretto a parcheggiare tutti i miei bagagli un po' ovunque, nell'attesa che un colpo di magia crei improvvisamente spazio dal nulla e mi permetta di sistemare le mie cose.
L'elemento comico di questa faccenda è che comunque, fra un paio di giorni, dovrò nuovamente traslocare, e quindi tutti questi miei sforzi sono abbastanza inutili.
Certamente in Inghilterra porterò il minimo indispensabile, e ancora meno.
Porterò giusto un paio di jeans e la t-shirt con la faccia sorridente della regina.
God save the Queen. And me.