Dublin, 28.04 - 01.05 '07Dublino, la metropoli che si visita in 2 ore.
Tanto è bastato per passeggiare tranquillamente per la città cogliendone gli aspetti più significativi e importanti.
Ora mi sembra molto più straordinario il lavoro di Joyce, l'Ulisse, nel riuscire a scrivere un tale enorme mattone di un tizio che passeggia per le vie di Dublino. Sono due o tre in fondo quelle importanti.
Un dedalo del tutto districabile, popolato di mostri irlandesi dalle faccie enormi e bubboniche causate da secoli di intrighi genetici all'interno del proprio albero genealogico.
L'esperienza, se combinata anche con due o più pinte di Guiness, può effettivamente essere sconvolgente e oggetto di narrazione.
Per conto mio, il panorama più bello è stato comunque quello collinare di due natiche slovacche, comparse improvvisamente in casa a colazione.
E ovviamente la mia compagnia, con la quale ho potuto brindare all'avventura-sventura.
L'Irlanda sarà senza dubbio per la mia prossima spedizione quella delle coste occidentali,delle sogliere, delle colline verdi, dei pascoli di pecore e di suoni e musiche gaeliche.
Magari un tè con Enya.
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