Settembre 2007, Berlino
Una tranquilla gita di lavoro di 5 giorni a Berlino, si è trasformata grazie al solito e simpatico destino beffardo in una avventura fantozziana.
La mattina della partenza, il sottoscritto era gia bello pronto e sveglio dalle 5 per partire in auto alla volta di Dover, per pigliare il traghetto per la Francia. Tuttavia il mio collega accidentalmente (...) si è dimenticato di programmare la sveglia, presentandosi 2 ore dopo l'orario concordato a Brixton, impopolare quartiere meridionale londinese, dove io per tutto quel tempo continuavo a cacciare via spacciatori interessati a vendermi un po' di mercanzia, e soprattutto interessati a rubarmi la valigia, che mi tenevo saldamente attaccato al braccio.
Tantè, quando finalmente stavo ormai mettendo radici e dalla stanchezza stavo quasi per cedere a potenziali acquisti stupefacenti, il mio collega Ralf è arrivato, e presomi di forza sulla sua BMW siamo sfrecciati alla volta di Dover. Incredibilmente siamo arrivati in tempo per prendere il traghetto, o quasi, perchè la polizia ha ovviamente deciso di segnalarci di accostare prima di imbarcarci sul traghetto, per perquisire l'auto, che portava una minacciosa targa polacca.
Purtroppo il controllo è durato quasi 40 minuti, e nulla sono servite le nostre proposte sul fatto che dovevamo assolutamente imbarcarci su quel traghetto.
Ovviamente l'abbiamo perso, alla fine, e siamo rimasti bloccati a Dover quasi 2 ore ad attendere il successivo, sotto quelle bianche scogliere che ormai stavano a crepare giu'.
Primo round, Dino: Police = 0:1
Dopo una lunga traversata del nord della Francia, del Belgio (dove a causa di un incidente di un autocarro avrei fatto prima a scendere e attraversare lo Stato trotterellando tranquillamente piuttosto che a farla in auto), abbiamo finalmente accelerato sulle enormi autostrade tedesche alla volta della capitale. Arrivati ormai che era mezzanotte, siamo andati a letto esausti, ma felici che tutto sommato la sfiga fosse ormai stata sconfitta del tutto.
Ovviamente non è stato cosi'.
La mattina, dopo aver mangiato un Bratwurst a colazione, siamo usciti dall'appartamento...per scoprire che l'auto era sparita. Ora, la cosa era già drammatica di per sè, ma ancora più tragico era il fatto che nell'auto c'era tutto il materiale per il congresso, che assolutamente serviva per i vari meeting programmati in quei giorni.
Con il batticuore ormai che mi stava portando ad un infarto sicuro, io e Ralf siamo andati alla ricerca di una stazione di Polizia (e ridaje) per fare la denuncia. Dopo una breve verifica, il poliziotto ci ha però riferito che l'auto non era stata rubata, ma bnesì rimossa dalla Polizia stessa, perchè parcheggiata in zona vietata (ehm...mea culpa, come al solito).
Dopo una multa di 230 Euro, siamo rientrati in riposesso dell'auto, che era stata spostata ovviamente in tutt'altra zona, a Berlino Est.
Dino : Polizei = 0:2
Il resto della permanenza è stata poi tutto sommato piacevole, con un bel caldo, con mia mogliettina Michela e i miei colleghi simpatici, e tanto tanto tanto champagne ad ogni incontro di lavoro.
Forse il momento più drammatico è stato quando il nostro presidente, ormai non più padrone di sè per i fumi dell'alcool, si è messo a cantare "Can you feel the love tonight" di Elton John, davanti a tutta una serie di rappresentanti di istituti di ricerca internazionali, nella cena di gala finale.
Non nego che questo possa avere compromesso tutto il ns lavoro di PR di 5 giorni.
Il volo di ritorno è stato tranquillo, invece, si vede che la polizia mi aveva già tormentato abbastanza.
giovedì 20 settembre 2007
sabato 8 settembre 2007
un Dino per sette sorelle
(per la cronaca, ora sono durante la mia adolescenza, ancora, comunque).
Whatever.
Ho cambiato in rapida successione:
- lavoro
- casa
- casa
No, non è un errore di battitura. Ho fatto in tempo a lasciare la mia casetta di Bethnal Green, per sistemarmi in una casetta ancora più etta e carina in un quartiere chiamato Seven Sisters, salvo poi dopo 4 giorni comunicare già il preavviso.
Questo non è tanto dovuto al fatto che le Seven Sisters non sono 7 pie suore, né tanto meno 7 adorabili sorelle, bensì un ghetto popolato da puttane nere e, tanto per non essere razzisti, anche da puttane polacche.
Vada anche per le puttane, e vada anche per gli spacciatori bambini sotto casa, e vada anche per qualche bonaria scena di accoltellamenti ogni tanto, il mio problema principale qui è che sono finito in casa con uno psicopatico. Tale Paul. Un pazzo scatenato da manicomio. Dopo soli 4 giorni, è riuscito a farmi perdere la pazienza, io che di solito mi faccio scivolare sempre addosso tutto.
Però questa volta ho avuto paura un po’. La lite è nata perché ho premuto un pulsante della luce sbagliato in cucina. Ora, non è che quel pulsante fosse collegato ad un dispositivo esplosivo e la casa sia saltata in aria (mi sarebbero girate le palle anche a me, in tal caso); semplicemente ho acceso la luce principale della cucina, mentre lo psicopatico vuole che in cucina sia accesa solo la lucetta del fornello (per qualche misterioso motivo). Al che è andato su tutte le furie e io, pensando che stesse scherzando, e ignaro del pericolo, mi sono messo a ridere. Questo l’ha fatto imbestialire ancora di più e a quel punto gli ho prima detto di darsi una calmata e poi l’ho semplicemente ignorato, chiudendomi nella mia stanza. Lui ha iniziato un soliloquio, urlando e rispondendosi da solo, mentre io cercavo tranquillamente dentro la mia stanza qualche oggetto appuntito in caso di assalto violento.
Il giorno dopo psycho mi ha mandato circa 15 sms continuando a ribadire che in cucina è sufficiente la lucetta, e che non serve accendere la luce; al che, ormai convintomi di avere a che fare con un folle, gli ho telefonato e gli ho detto che non intendevo più vivere lì dentro. 4 settimane ancora, come da contratto, e spero passino in fretta.
Addio alle 7 Sisters e pure a tutti i suoi fratelli e parenti tutti. Quartiere di matti.
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