domenica 11 novembre 2007

Voglio andare ad Alghèèèèèro



9-11 Novembre

Voglio andare ad Alghèèèro
in compagnia di uno straniero...

Ma che bel weekend di riposo mi sono preso!
Sardegna fuori stagione, e tuttavia Alghero invasa da coppie di turisti scandinavi alla ricerca degli ultimi raggi di sole (alcuni pazzi pure avvistati in acqua a nuotare).
Non posso dire che il tempo fosse come ad agosto, però tuttavia molto mite e piacevole, ed Alghero è un bel paesino arroccato sul mare con un suo forte fascino e e personalità, e pieno di bei negozietti tipici di specialità culinarie sarde e gioieilli di corallo rosso.
E allora non mi so spiegare perchè sono finito col cenare al McDonald's e fare shopping all'Oviesse...
Bargain Queen.

Aiò.

Double-Face(Book) e Boom-Bang-A-Bang


Ottobre - Novembre 2007

Il mio povero blogghino è stato trascurato tristemente da settimane. Colpa di Facebook, a cui alla fine ho ceduto nel crearmi un profilo e, cosa ancora più inaspettata e grave, sito che ormai mi ha creato un'altra, ennesima dipendenza.
Oggi trovo tuttavia il tempo di ritornare qui e aggiornare un po' sulle mie ultime (dis)avventure.
Nelle ultime settimane ho finalmente cambiato casa, e ora vivo a Tooting Broadway, in una zona tranquillissima e carinissima di casettine singole, su due piani, con giardino davanti e dietro. Mi sembra di essere a Pleasantville, invece pare incredibile ma è sempre Londra.
Addio sparatorie, puttane e gangster, finalmente posso camminare la sera senza fare il rosario per non essere rapinato o ucciso.
Il mio coinquilino, Keith, è una persona molto buona e gentile, e finalmente posso dire di sentirmi a casa.
Con l'ex coinquilino le cose stavano per finire a botte e polizia, praticamente, quando la sera del previsto trasloco il pazzo si è chiuso in casa, lasciandomi fuori, in maniera tale da poter tenere le mie cose e la mia cauzione.
Ho dovuto chiedere l'aiuto di un mio amico australiano, dalle fattezze di un armadio (e non sto parlando del Billy dell'Ikea, ma di un vero armadio massiccio a doppie ante), che solo con uno sguardo l'ha convinto ad aprire la porta e a farmi entrare.
Vendetta, feroce vendetta, ha urlato il mio cuore, però poi ho sentito talmente pena per quel povero uomo che non ho intenzione di far nulla se non dimenticare questa tragica esperienza.
Non ho ancora avuto molto modo di vivere la mia nuova casetta, ad ogni modo, avendo dovuto trascorrere un totale di 14 gg in Italia, in 2 giri, uno per piacere a casa, e uno per lavoro, tra Lucca, Roma, Bologna e Milano.
Per fortuna la mia Lauretta è stata pronta ad accoglieremi a casa sua, e per quanto il tempo come al solito sia stato breve, ci siamo divertiti un sacco io e lei (entrambi con la schiena a pezzi a forza di maneggiare scatoloni piene di bevande misteriose da testare).
A Roma ho avuto invece modo di rivedere Francesca, che non vedevo dai tempi in cui stavo nella capitale per il master. Sempre a Roma, ho avuto una piccola disavventura con il mio hotel...Dapprima sono andato in un hotel di lusso, convinto che fosse quello che avevo prenotato, nonostante il mio nome non comparisse tra le riservazioni. Pisciato, cagato, fatto la doccia, e tutto, improvvisamente butto l'occhio sul nome dell'hotel e realizzo che effettivamente io avevo prenotata la stanza in un altro hotel...Ho subito spiegato l'equivoco al receptionist, che prima ha pensato bene di umiliarmi con uno sguardo come dire "povero deficiente", e poi mi ha lasciato andare senza farmi pagare, purchè mi togliessi dalle palle.
Per la cronaca, il mio hotel era sull'altro lato della strada. Colpa del navigatore satellitare, che mi aveva detto "Sei arrivato a destinazione" senza precisare se dovevo guardare a sinistra o a destra della strada...

giovedì 20 settembre 2007

Dino : Polizia = 0 : 2


Settembre 2007, Berlino

Una tranquilla gita di lavoro di 5 giorni a Berlino, si è trasformata grazie al solito e simpatico destino beffardo in una avventura fantozziana.
La mattina della partenza, il sottoscritto era gia bello pronto e sveglio dalle 5 per partire in auto alla volta di Dover, per pigliare il traghetto per la Francia. Tuttavia il mio collega accidentalmente (...) si è dimenticato di programmare la sveglia, presentandosi 2 ore dopo l'orario concordato a Brixton, impopolare quartiere meridionale londinese, dove io per tutto quel tempo continuavo a cacciare via spacciatori interessati a vendermi un po' di mercanzia, e soprattutto interessati a rubarmi la valigia, che mi tenevo saldamente attaccato al braccio.
Tantè, quando finalmente stavo ormai mettendo radici e dalla stanchezza stavo quasi per cedere a potenziali acquisti stupefacenti, il mio collega Ralf è arrivato, e presomi di forza sulla sua BMW siamo sfrecciati alla volta di Dover. Incredibilmente siamo arrivati in tempo per prendere il traghetto, o quasi, perchè la polizia ha ovviamente deciso di segnalarci di accostare prima di imbarcarci sul traghetto, per perquisire l'auto, che portava una minacciosa targa polacca.
Purtroppo il controllo è durato quasi 40 minuti, e nulla sono servite le nostre proposte sul fatto che dovevamo assolutamente imbarcarci su quel traghetto.
Ovviamente l'abbiamo perso, alla fine, e siamo rimasti bloccati a Dover quasi 2 ore ad attendere il successivo, sotto quelle bianche scogliere che ormai stavano a crepare giu'.
Primo round, Dino: Police = 0:1

Dopo una lunga traversata del nord della Francia, del Belgio (dove a causa di un incidente di un autocarro avrei fatto prima a scendere e attraversare lo Stato trotterellando tranquillamente piuttosto che a farla in auto), abbiamo finalmente accelerato sulle enormi autostrade tedesche alla volta della capitale. Arrivati ormai che era mezzanotte, siamo andati a letto esausti, ma felici che tutto sommato la sfiga fosse ormai stata sconfitta del tutto.
Ovviamente non è stato cosi'.
La mattina, dopo aver mangiato un Bratwurst a colazione, siamo usciti dall'appartamento...per scoprire che l'auto era sparita. Ora, la cosa era già drammatica di per sè, ma ancora più tragico era il fatto che nell'auto c'era tutto il materiale per il congresso, che assolutamente serviva per i vari meeting programmati in quei giorni.
Con il batticuore ormai che mi stava portando ad un infarto sicuro, io e Ralf siamo andati alla ricerca di una stazione di Polizia (e ridaje) per fare la denuncia. Dopo una breve verifica, il poliziotto ci ha però riferito che l'auto non era stata rubata, ma bnesì rimossa dalla Polizia stessa, perchè parcheggiata in zona vietata (ehm...mea culpa, come al solito).
Dopo una multa di 230 Euro, siamo rientrati in riposesso dell'auto, che era stata spostata ovviamente in tutt'altra zona, a Berlino Est.
Dino : Polizei = 0:2

Il resto della permanenza è stata poi tutto sommato piacevole, con un bel caldo, con mia mogliettina Michela e i miei colleghi simpatici, e tanto tanto tanto champagne ad ogni incontro di lavoro.
Forse il momento più drammatico è stato quando il nostro presidente, ormai non più padrone di sè per i fumi dell'alcool, si è messo a cantare "Can you feel the love tonight" di Elton John, davanti a tutta una serie di rappresentanti di istituti di ricerca internazionali, nella cena di gala finale.
Non nego che questo possa avere compromesso tutto il ns lavoro di PR di 5 giorni.
Il volo di ritorno è stato tranquillo, invece, si vede che la polizia mi aveva già tormentato abbastanza.

sabato 8 settembre 2007

un Dino per sette sorelle

É da un po’ di tempo che non scrivo. Sono stati giorni abbastanza frenetici questi, e a volte avrei desiderato fermare il tempo, come la protagonista di “Cose dell’altro mondo”. Presente quel telefilm? No? Uhm, credo di averlo visto solo io. Si vede che non avevo grandi impegni durante la mia pre-adolescenza.
(per la cronaca, ora sono durante la mia adolescenza, ancora, comunque).
Whatever.
Ho cambiato in rapida successione:
- lavoro
- casa
- casa
No, non è un errore di battitura. Ho fatto in tempo a lasciare la mia casetta di Bethnal Green, per sistemarmi in una casetta ancora più etta e carina in un quartiere chiamato Seven Sisters, salvo poi dopo 4 giorni comunicare già il preavviso.
Questo non è tanto dovuto al fatto che le Seven Sisters non sono 7 pie suore, né tanto meno 7 adorabili sorelle, bensì un ghetto popolato da puttane nere e, tanto per non essere razzisti, anche da puttane polacche.
Vada anche per le puttane, e vada anche per gli spacciatori bambini sotto casa, e vada anche per qualche bonaria scena di accoltellamenti ogni tanto, il mio problema principale qui è che sono finito in casa con uno psicopatico. Tale Paul. Un pazzo scatenato da manicomio. Dopo soli 4 giorni, è riuscito a farmi perdere la pazienza, io che di solito mi faccio scivolare sempre addosso tutto.
Però questa volta ho avuto paura un po’. La lite è nata perché ho premuto un pulsante della luce sbagliato in cucina. Ora, non è che quel pulsante fosse collegato ad un dispositivo esplosivo e la casa sia saltata in aria (mi sarebbero girate le palle anche a me, in tal caso); semplicemente ho acceso la luce principale della cucina, mentre lo psicopatico vuole che in cucina sia accesa solo la lucetta del fornello (per qualche misterioso motivo). Al che è andato su tutte le furie e io, pensando che stesse scherzando, e ignaro del pericolo, mi sono messo a ridere. Questo l’ha fatto imbestialire ancora di più e a quel punto gli ho prima detto di darsi una calmata e poi l’ho semplicemente ignorato, chiudendomi nella mia stanza. Lui ha iniziato un soliloquio, urlando e rispondendosi da solo, mentre io cercavo tranquillamente dentro la mia stanza qualche oggetto appuntito in caso di assalto violento.
Il giorno dopo psycho mi ha mandato circa 15 sms continuando a ribadire che in cucina è sufficiente la lucetta, e che non serve accendere la luce; al che, ormai convintomi di avere a che fare con un folle, gli ho telefonato e gli ho detto che non intendevo più vivere lì dentro. 4 settimane ancora, come da contratto, e spero passino in fretta.
Addio alle 7 Sisters e pure a tutti i suoi fratelli e parenti tutti. Quartiere di matti.

martedì 21 agosto 2007

Prigioniero nel mio ufficio

Mio ufficio, 20 Agosto

Ormai mancano pochi giorni prima dell'inizio del nuovo lavoro, e da bravo stakanovista (o stakano lista) come sono ieri sera ho pensato bene di fare 1 ora di straordinari.
Ovviamente non sapevo delle disgrazie che mi sarebbero successo a seguito di questa mia decisione.
Alle 19 sono infatti sceso fischiettando per uscire, ma ho trovato il portone principale del palazzo chiuso a chiave. Ho preso quindi il mio bel mazzetto di chiavi, che ovviamente mancava proprio della chiave principale del palazzo.
La fame ormai mi stava lacerando le viscere, cosi' come il giramento di palle che avevo attorno mi stava quasi sollevando da terra a mo' di elicottero.
Ho dovuto chiamare un addetto della sicurezza al telefono, e attendere 45 minuti prima di essere "liberato" dal palazzo. Ovviamente volevo sprofondare dalla vergogna quando il buon uomo ha aperto la porta per farmi uscire.
Questa cosa mi insegna che non bisogna mai lavorare piu' del dovuto.

mercoledì 15 agosto 2007

Working in London



Londra, dal 30 luglio


L'avventura lavorativa londinese è iniziata abbastanza bene. Per lo meno la grigia profezia che avrei dormito sotto un ponte non si à avverata. Anzi, per i primi giorni ho abitato in una bella casa a due piani con giardino nella campagna inglese, a Chessington. Tuttavia, dopo qualche giorno in cui ero costretto, oltre alle 8 ore lavorative, a stare in treno a pendolare per 2ore e 40 minuti ogni giorno, ho deciso di abbandonare la campagna e catapultarmi nel caos del centro città. Dopo una breve parentesi a King's Cross, attualmente vivo in un quartiere musulmano, anzi proprio di fianco al centro comunitario musulmano, di fianco a Victoria Park. Nonostante mi sembri di stare più a Baghdad che a Londra, il quartiere è abbastanza centrale e quindi comodo, e pieno di bei negozietti economici. L'unico inconveniente è che spesso non capisco quello che sto comprando, con solo le scritte in arabo nelle confezioni. Con un gran bel parco a due passi, ho però iniziato a fare regolarmente jogging, unendomi alla massa di colletti bianchi che dopo il lavoro si riversa con i pantaloncini sui vialetti del parco, e quindi eventuali scorie di alimenti "made in Kuwait" vengono così in parte eliminate. Il lavoro è abbastanza carino, sono in ufficio con un altro ragazzo italiano e un ragazzo francese. Tuttavia iniziero' presto un nuovo lavoro come project manager per una azienda che si occupa di ricerche di mercato. L'azienda per cui lavoro ora, in cui seguo le risorse umane, è spagnola, e la cosa abbastanza buffa è che, piuttosto che migliorare il mio inglese, sto imparando lo spagnolo qui in Inghilterra. In queste due settimane la vita sociale è stata pari a quella di un sasso, e perchè dopo il lavoro ero sempre molto stanco, e perchè all'inizio venivo scagato in maniera regolare quando raccontavo di abitare a Chessington e di non avere un elicottero privato per spostarmi velocemente in città. Ora la nuova scusa antisociale è che abito in un quartiere ad alta densità terroristica. E paradossalmente qui mi sento al sicuro, perchè difficilmente metterebbero qualche gingillo esplosivo nel loro territorio. Lo scorso weekend, in cui c'è stato un sole straordinariamente caldo, l'ho però trascorso al mare, a Brighton, ed è stato davvero molto rilassante stare in spiaggia, con la sensazione di essere a mille chilometri distante da Londra, quando in verità ci si arriva in meno di 1 ora. Appena mi sistemo per benino con la casa e tutto quanto, spero di poter approfittare di questa estate soleggiata per poter visitare un po' di più i dintorni, come il Galles e la Cornovaglia. Ora devo mettermi il velo, che devo uscire. Salam.

venerdì 27 luglio 2007

Adeus Castiùn

27 luglio '07

Oggi è una giornata un po' strana. Ho dovuto lasciare il mio appartamento al lago per ritornare, momentaneamente, dai miei genitori. Ho trascorso ore e ore a impacchettare, fare valigie, spolverare e pulire, ogni volta scoprendo nuove ante e cassetti, pieni di reperti archeologici e oggetti di cui avevo completamente dimenticato l'esistenza. Tutti ovviamente del tutto inutili, ma tant'è.
Tornato a casa, ho dovuto rassegnarmi al fatto che la mia ex-camera è diventata nel frattempo una stanzastudioripostiglioammassiamociquituttalaroba, e quindi sono stato costretto a parcheggiare tutti i miei bagagli un po' ovunque, nell'attesa che un colpo di magia crei improvvisamente spazio dal nulla e mi permetta di sistemare le mie cose.
L'elemento comico di questa faccenda è che comunque, fra un paio di giorni, dovrò nuovamente traslocare, e quindi tutti questi miei sforzi sono abbastanza inutili.
Certamente in Inghilterra porterò il minimo indispensabile, e ancora meno.
Porterò giusto un paio di jeans e la t-shirt con la faccia sorridente della regina.
God save the Queen. And me.

mercoledì 25 luglio 2007

Parco dell'Adamello

23-25 Luglio 2007

Dopo aver respirato smog in quantità industriali in quel di Londra, ho pensato che la soluzione migliore per disintossicarmi fosse di scappare da qualche parte in montagna. E' così, zaino su una spalla, e Giovanni sull'altra, sono partito per il parco dell'Adamello, quota 1.500m o suppergiù.
Devo dire che il posto aveva il suo fascino, e per quanto abbia trascorso i 3 giorni più a dormire sul letto e a mangiare che a fare trekking in giro per i sentieri, al ritorno mi sono sentito più riposato e sereno.
Questo mi ha aiutato senz'altro nel decidere la mia prossima mossa: oggi pomeriggio ho accettato di andare a lavorare a Londra...
Partirò lunedì prossimo, e inizierò a lavorare mercoledì per un'agenzia di risorse umane.
Forse non il lavoro dei miei sogni, ma comunque un inizio e un buon motivo per andarmene da qui. Anche in considerazione del fatto che entro venerdì sera devo comunque lasciare la mia casa qui al lago di Garda.
Meglio homeless a Londra che homeless al Garda, dice il famoso proverbio.

A volte ritornano (a Londra)


Tornato dal Portogallo, nemmeno il tempo di disfare la valigia che ho ricevuto un paio di telefonare per degli ulteriori colloqui: dovevo ritornare immediatamente. Ho quindi preso un nuovo biglietto per partire da li' a due giorni, e con la valigia ancora piena di costumi e infradito sono ripartito per la volta di Londra. Questo giro la mia casa era a Wandsworth, con una splendida vista sul Tamigi.
I colloqui sembrano essere andati bene, a parte la selezione per una delle più importanti agenzie di comunicazione del Regno Unito, dove tuttavia sono riuscito ad arrivare alla selezione finale, assieme ad altri 4 candidati. Tuttavia le mie nozioni di matematica si fermavano a "due mele più due mele fanno quattro mele" e questo mi ha un po' pregiudicato nel risultato finale. Tant'è.
Il tempo è stato dei peggiori, con un simpatico monsone indiano che improvvisamente si è scaraventato sulla City allagandone le strade e intrappolendo le auto. Io colto da questa pioggierella estiva ho preso riparo dentro una libreria prima di rischiare di morire annegato. Sarà forse stata una grandiosa azione promozionale, perchè era il giorno di uscita del nuovo ed ultimo libro di Harry Potter, che ho ovviamente comprato in quanto intrappolato nel negozio.

domenica 22 luglio 2007

Tributo a Laura


Povera Lauretta mia,
devo confessare di essermi dimenticato di pubblicare un post importantissimo, ovvero la visita di Lauretta mia ancora lo scorso mese, a inizio giugno.
Talmente invasato dalla sua intensa, seppure breve (ehm ti ricorda qualcosa?) visita, devo essermi scordato di scrivere di cotanta gioia nel mio blog.
Questo vuole quindi essere il mio tributo per le splendide ore passate assieme!
In particolare un omaggio dalla micia, che è stato il primo essere vivente dopo anni e anni ad osare a dare dimostrazioni di affetto e addirittura coccole alla povera Lauretta Sbandolona. A parte ovviamente la sempre mitica ed evergreen Orgietta Berti, madre.

Portogallo (surrogato del Brasile)

Luglio 2007

Impegni...ehm...diplomatici mi hanno costretto ad andare una settimana in Portogallo, dove ad attendermi c'era un bel sole torrido, spiagge bianche, pesce fresco e acqua cristallina. D'altronde lavoro è lavoro. Il tutto è risultato in una splendida abbronzatura (integrale, ovviamente), pelle rassodata e distesa dalle sieste in spiaggia e sul letto e da un paio di kg nei fianchi.
Quelli ovviamente li ho già smaltiti.
Con Eduardo (questa volta non il sig. Costa, fortunatamente) e Fredrik come compagnia, mi sono però dovuto adattare a ritmi giornalieri vichinghi (rutti a volontà inclusi, ovviamente).
Lisbona mi è piaciuta (abbastanza) come città, anche se un po' caotica e tutte quelle stradine sali-e-scendi non sono state l'ideale per la mia schiena ormai ottuagenaria.
E' stato tuttavia divertente avere una sensazione surrogata del Brasile, nel sentire parlare portoghese, nel vedere gente evidentemente brasileira e vedere il generoso abbraccio del Cristo (copia di quello di Rio de Janeiro) in piedi sul colle a dominare lo stretto di Lisbona col ponte (copia del Golden Gate di San Francisco).
Splendide le spiagge di Costa da Caparica e Arribica, una vacanza (ok lo confesso) all'insegna del relax e del disinteresse verso i problemi del mondo più totali.
Ogni tanto si può fare.

sabato 7 luglio 2007

UK



Londra, 7 - 30 giugno

Valigia di cartone in una mano e biglietto RyanAir nell'altra, novello povero sono partito per l'Inghilterra in cerca di fortuna. L'accoglienza non è stata delle migliori, con un inquietante nastro con la scritta "Crime Scene" nel palazzo di fianco al mio. Ma d'altronde sono sempre pronto al rischio.

Primi giorni frenetici a sfogliare il Guardian e il Daily Mirror e a monitorare siti web, per spulciare tutti gli annunci di lavoro interessanti.

Poi preso dalla frenesia ed eccitazione di Londra, unitamente alla prima fase di avvelenamento da smog, ho optato per trascorrere il tempo in giro per la citta' in cerca di emozioni e sorprese.

Purtroppo anche qui il destino sembrava non essere dei migliori, considerando che la prima "star" che ho visto per caso in metropolitana è stato il nostrano Eduardo Costa, occhialoni neri da divo e completo Armani che parlava di donne con il suo assistente.

Per fortuna ho rimediato nei giorni successivi con delle vere star, come Bruce Willis (visto alla premiere di Die Hard 4) e Valentino Rossi, intento a fare shopping ad Oxford St. con una misteriosa moretta.

La maggior parte del tempo possibile fuori casa, ormai invivibile dal sovraffollamento di gente e ospiti che ci stavano, salvo poi trascorrere gli ultimi giorni, complice il maltempo, sempre sotto le coperte a dormire e a leggere altri annunci.

I colloqui fatti in questo mese sembrano comunque andati bene, ma si vedra'.

Confido soprattutto in quella vacancy come Queen of United Kingdom.

martedì 5 giugno 2007

Qualcosa di svedese al Garda


Lago di Garda
15.05 - 22.005

La settimana più bollente e torrida di questa primavera è caduta proprio in concomitanza con la visita a casa mia sul Garda di Carolin. Povera, dai 7 gradi svedesi si è improvvisamente trovata ad affrontare i 37 gradi italiani. Anche io ero effettivamente provato, e tuttavia abbiamo resistito ai raggi del sole, girando attorno al lago, visitando anche Mantova, Milano.
Dopo una settimana, e 10 Kg di liquidi in meno nel corpo, la vacanzina è terminata.
Più o meno (segue...)


giovedì 17 maggio 2007

Krakow

11-13 maggio, Cracovia

Ormai senza lavoro, ho deciso che devo dirigermi verso l'Est Europa per poter vivere dignitosamente.
E così sono volato in Polonia, e ho fatto la piacevole scoperta di una città meravigliosa, Cracovia.
Tempo splendido, prezzi ridicoli, bella gente e palazzi, chiese e splendide piazze ad ogni angolo.
Così come preti e suore, ero circondato e ne ho letto un messaggio divino. Trascinato da una forza religiosa mai conosciuta prima, sono andato a fare pellegrinaggio alla casa natale di Giovanni Paolo II, e poi a bere un tè al rum nel quartiere ebraico, dove è stato girato Schinderl's List.
Dopo qualche bicchiere di rum, la tensione verso il divino è cessata, e ho preferito andare a prendere il sole lungo la Vistola.
Credo alla fine di aver speso, dopo questo viaggietto, giusto qualche manciata di monetine.
Se non trovo subito lavoro, penso che mi trasferirò lì a vivere allegramente e spensieratamente di rendita.

mercoledì 16 maggio 2007

Saarbrücken: Auf Wiedersehen! Oder auch nicht..




Per un colloquio di lavoro sono finito nella remota regione del Saarland, tra buie foreste e cave d'acciaio. Saarbruecken non è neanche orrenda come città, bilingue, centro storico pedonale, etc.
Purtroppo il colloquio è andato bene, e quindi ora mi trovo di fronte al dilemma: che fare? accettare o no?
Il lavoro, come responsabile e-commerce per un portale web di turismo, di per sè sarebbe anche gradevole, soprattutto dopo aver saputo che dovrei trascorrere un periodo di 6 mesi in un'isoletta sperduta dei Caraibi a fare da padrone ad un gruppo di schiavi neri adibiti a call-center.
E col TGV da lì potrei scappare a Parigi in soli 100 minuti.
Ogni mia decisione è comunque posticipata a luglio.

martedì 1 maggio 2007

Baile Átha Cliath

Dublin, 28.04 - 01.05 '07

Dublino, la metropoli che si visita in 2 ore.
Tanto è bastato per passeggiare tranquillamente per la città cogliendone gli aspetti più significativi e importanti.
Ora mi sembra molto più straordinario il lavoro di Joyce, l'Ulisse, nel riuscire a scrivere un tale enorme mattone di un tizio che passeggia per le vie di Dublino. Sono due o tre in fondo quelle importanti.
Un dedalo del tutto districabile, popolato di mostri irlandesi dalle faccie enormi e bubboniche causate da secoli di intrighi genetici all'interno del proprio albero genealogico.
L'esperienza, se combinata anche con due o più pinte di Guiness, può effettivamente essere sconvolgente e oggetto di narrazione.
Per conto mio, il panorama più bello è stato comunque quello collinare di due natiche slovacche, comparse improvvisamente in casa a colazione.
E ovviamente la mia compagnia, con la quale ho potuto brindare all'avventura-sventura.
L'Irlanda sarà senza dubbio per la mia prossima spedizione quella delle coste occidentali,delle sogliere, delle colline verdi, dei pascoli di pecore e di suoni e musiche gaeliche.
Magari un tè con Enya.




venerdì 27 aprile 2007

Barcelona

19-21 Apr 2007

I had this perfect dream-un sueno me envolvio

This dream was me and you-tal vez estas aqui

I want all the world to see-un instinto me guiaba

A miracle sensation

My guide and inspiration

Now my dream is slowly coming true

Barcelona - such a beautiful horizon

Barcelona - like a jewel in the sun

Por ti sere gaviota de tu bella mar

Barcelona - suenan las campamas

Barcelona - abre tus puertas al mundo

Pisces

Che abbia una visione tutta soggettiva della realtà è fuori dubbio. A volte però può apparire perfino un po' estraneo a quanto lo circonda o perso nei suoi sogni e nei suoi progetti fantasiosi. Eppure sa di cogliere per istinto aspetti che ad altri sfuggono o individuare soluzioni geniali ai problemi grazie all'intuito. Le sue difficoltà nascono soprattutto dall'emotività incontenibile che lo disturba non poco nei rapporti sociali e nella vita professionale e gli crea insicurezze a volte dolorose. Ma il suo punto di forza è la capacità di destreggiarsi diplomaticamente in qualsiasi condizione, di sottrarsi alle situazioni o agli impegni che lo disturbano, rendendosi abilmente latitante. E soprattutto ha una capacità di adattamento a tutte le condizioni, a tutti gli ambienti, a tutti quanti condividono parte della sua vita. Sarebbe più giusto dire che il Pesci non si adatta. Si mimetizza, diviene tutt'uno con l'altro, cambia pelle come un camaleonte e alla fine proprio lui, in genere non aggressivo, poco intraprendente spesso pigro, fa quello che vuole e sta meglio di tanti altri.
E' importante che svolga un lavoro che gli sia congeniale: imprigionato nelle maglie della routine, costretto a occuparsi di questioni concrete o aridamente tecniche che gli sono estranee quest'uomo così sensibile, estroso, va in crisi e si lascia un po' andare, anche se poi le sue risorse di umanità e di fantasia si fanno strada ugualmente. In amore è idealista, passionale e molto intenso. Non è però un compagno facile perché vuole un coinvolgimento totale e se la partner è troppo sbrigativa, prima soffre profondamente, poi guarda altrove. Spesso ha difficoltà a compiere scelte. Come padre è molto protettivo e indulgente, ma a volte anche un po' assente e distratto.