Impegni...ehm...diplomatici mi hanno costretto ad andare una settimana in Portogallo, dove ad attendermi c'era un bel sole torrido, spiagge bianche, pesce fresco e acqua cristallina. D'altronde lavoro è lavoro. Il tutto è risultato in una splendida abbronzatura (integrale, ovviamente), pelle rassodata e distesa dalle sieste in spiaggia e sul letto e da un paio di kg nei fianchi.
Quelli ovviamente li ho già smaltiti.
Con Eduardo (questa volta non il sig. Costa, fortunatamente) e Fredrik come compagnia, mi sono però dovuto adattare a ritmi giornalieri vichinghi (rutti a volontà inclusi, ovviamente).
Lisbona mi è piaciuta (abbastanza) come città, anche se un po' caotica e tutte quelle stradine sali-e-scendi non sono state l'ideale per la mia schiena ormai ottuagenaria.
E' stato tuttavia divertente avere una sensazione surrogata del Brasile, nel sentire parlare portoghese, nel vedere gente evidentemente brasileira e vedere il generoso abbraccio del Cristo (copia di quello di Rio de Janeiro) in piedi sul colle a dominare lo stretto di Lisbona col ponte (copia del Golden Gate di San Francisco).
Splendide le spiagge di Costa da Caparica e Arribica, una vacanza (ok lo confesso) all'insegna del relax e del disinteresse verso i problemi del mondo più totali.
Ogni tanto si può fare.
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